Siamo quasi giunti al giorno del verdetto: domani si disputerà la partita che deciderà la sorte del finale di questo campionato combattuto fino all’ultima giornata. Il tecnico azzurro si esprime in conferenza stampa. Ecco le sue parole.
Sarà una notte speciale anche per lei?
“Si prova sicuramente tanta voglia di scendere in campo e giocare la partita, veniamo da una stagione bella stressante e questa potrebbe essere l’ultima partita che chiude una stagione per me in una nuova piazza, in un ambiente nuovo, dove sentiamo adesso la responsabilità di regalare al Napoli e ai tifosi qualcosa di bello e storico”.
Domani vincerà la più brava o la più forte?
“Parto dal presupposto che l’esperienza mi ha detto che i campionati li vincono quelli che hanno meritato di più, parliamo di 38 partite: a differenza di tornei brevi come le coppe europee, dove è molto importante tante volte il sorteggio o trovare squadre con assenze importanti, essendo più breve può capitare che spunti qualcosa di diverso. In 38 partite invece ci sono tanti impegni per delineare chi merita, sono veramente tante e devi dimostrare regolarità di risultati, di prestazioni, gestire situazioni positive e negative, ma hai 38 partite. Nei tornei più brevi hai meno tempo”.
Domani servirà più cuore o altro?
“Sono specialista anche in sconfitte, la mia carriera parla chiaro e racconta cosa ho perso in finale da calciatore, tra Champions, Europei, Mondiali e altro. Cerco di essere specialista nell’aiutare il mio club, a cercare di fare il meglio. Se il meglio ci porta a vincere alla fine, sicuramente è una grandissima soddisfazione. Non voglio che si dimentichi che in carriera ci sono vittorie e sconfitte che hanno creato una scorza dura e che mi fa diventare cattivo”.
Dispiaciuto per non essere in panchina all’ultima di domani?
“Dispiace, perché dopo un campionato del genere vorresti essere li, accanto ai tuoi ragazzi, di fronte ai tuoi tifosi, per cercare di guidare la squadra. Però c’è grande fiducia nello staff, ho grande fiducia nei tifosi e nell’ambiente che si creerà domani. Anche se dalla tribuna, il mio cuore sarà in panchina. Avrò due cuori, uno lì e uno in tribuna”.
Che settimana è stata?
“Distrarsi umanamente diventa difficile, forse arriva quando mangio a pranzo o a cena, a volte manco a pranzo. Quando poi riesci a dormire, se ti svegli riattacchi il pensiero. Questa cosa però è inevitabile, è stata una settimana corta ma intensa, piena di emozioni, sappiamo che porta dappertutto. Noi dobbiamo cercare di rimanere focalizzati e di lavorare, preparandoci bene alla partita più importante della stagione. Questa è in assoluto la partita che decide la stagione e che tipo di stagione hai avuto, se ottima oppure superlativa”.
Come sta il gruppo? Infortunati?
“Non è cambiato rispetto alla scorsa partita la situazione, come infortunati e condizione di forma. Chi è dietro di forma è ancora indietro, chi ha giocato sta meglio di chi non ha giocato”.
Quale sarà l’approccio alla partita?
“lo penso che alla fine non cambi niente, abbiamo sempre cercato di aggredire le partite sin dall’inizio, è il mio credo e l’ho trasmesso ai ragazzi: a volte ci riusciamo in maniera più difficile perché non sei il solo a giocare. Il Cagliari è una buona squadra e noi dovremo fare la nostra partita, rispettandoli. Se lo faremo al 100%, avremo più chance di vincere la partita. Viste le mie esperienze calcistiche, le ho ricordate un po’ perché tutto serve nel bagaglio personale,. Tramite il vissuto, cerchi di dare input ed avvertimenti importanti ai ragazzi”.
Amma fatica’ ma ora c’amma fa? Uno slogan?
“Anche domani sera bisogna lavorare bene in fase offensiva e difensiva, dobbiamo lavorare tutti insieme perché è col lavoro che siamo arrivati qui a parlare di qualcosa di speciale. Bisognerà cercare di finire il lavoro iniziato. Ho dato input quando pareggiammo con l’Inter. La squadra sa benissimo che il lavoro va finito”.
Come giudica la stagione?
“Sicuramente è stata molto impegnativa, la prima cosa che ho detto a Dimaro era che ricevevo prima ancora di dare. Per me aver ricevuto una stima incondizionata senza dimostrare nulla a Napoli e ai napoletani è stata una spinta ed una pressione importante. Quando senti di voler ripagare gente che ha fiducia sulla carriera, sulla carta e sul curriculum, ma senza avere la possibilità di vedere il lavoro da affrontare. Ho sentito tantissima pressione, ho sentito molto il peso sulle spalle ed è fuori dubbio. Qualsiasi cosa fatta veniva fatta per Conte, per me è assurda ed è stata brutta per me. Ogni cosa è stata fatta per il Napoli e per Napoli, a partire da acquisti e cessioni, non è stata fatta per accontentare Conte. Tutto ciò che è stato fatto e indirizzato, è stato fatto per il Napoli”.
Cosa ha da dire ai napoletani?
“Dire qualcosa al tifoso mi risulta difficile, se vi ricordate anche durante l’anno spesso e volentieri ho detto che potevano cambiare allenatori, giocatori e presidenti ma non sarebbe mai cambiata la passione smisurata di un popolo e della città nei confronti del Napoli. Non posso dire nulla, abbiamo avuto tutto da parte loro. Grande vicinanza nei momenti positivi ed in quelli in cui abbiamo zoppicato. Hanno avuto fiducia in tutti i calciatori, quello che mi sento di dire è di continuare ad essere quello che sono”.
Errore arbitrale a Parma?
“Prima dell’ultima partita su arbitri e VAR ciò che avevo da dire l’ho detto. Mi fa piacere che alla fine qualche arbitro abbia apprezzato ciò che ho detto, c’è sicuramente da migliorare la comunicazione tra arbitri e VAR, non dimentichiamo che abbiamo gli arbitri più bravi. Col VAR c’è da lavorare tanto, serve più chiarezza e tante volte il VAR può e non può intervenire. Ancora non ho capito quando può farlo, ma durante l’anno tutti si sono lamentati quando toccati da qualche torto. Si sono tutti lamentati, ma nessuno ha avuto l’eco che ho avuto io quando sono passate settimane con trasmissioni ad insultarmi. lo devo fare attenzione, la mia risonanza è diversa da quella di tanti altri”.